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Calcolo del Codice Fiscale

Calcola, verifica e decodifica il codice fiscale delle persone fisiche secondo il D.M. 23 dicembre 1976. Con gestione completa dell’omocodia e oltre 9.800 codici catastali — inclusi i comuni soppressi e gli Stati esteri cessati — per una decodifica corretta anche dei codici più datati.

Calcolo nel browser, nessun dato trasmesso 9.800+ codici catastali, anche storici Genera, verifica e decodifica

Come si compone — esempio

RSS
CognomeRossi
MRA
NomeMario
75
Anno1975
C
Mesemarzo
22
Giorno22 · uomo
H501
ComuneRoma
I
Controlloverifica

Che cos’è il codice fiscale

Il codice fiscale è il sistema di codifica che identifica in modo univoco le persone fisiche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. È stato istituito con il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, contestualmente all’anagrafe tributaria, e viene attribuito dall’Agenzia delle Entrate — alla nascita per i nati in Italia, oppure su richiesta per i cittadini stranieri e gli italiani nati all’estero.

Per le persone fisiche è un’espressione alfanumerica di sedici caratteri costruita a partire dai dati anagrafici di base: cognome, nome, data e sesso, luogo di nascita. Non è quindi un identificativo “opaco”: per costruzione rivela completamente sesso, data e luogo di nascita, e in modo parziale nome e cognome.

Come è strutturato: i 16 caratteri

La composizione è fissata dal D.M. 23 dicembre 1976 (“Sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all’anagrafe tributaria”, in S.O. alla G.U. n. 345 del 29 dicembre 1976), all’art. 2 e seguenti:

CaratteriDatoRegola
1–3Cognomeconsonanti e poi vocali, nell’ordine; se non bastano si completa con la lettera X
4–6Nomecome il cognome, ma con quattro o più consonanti si prendono la 1ª, la 3ª e la 4ª
7–8Annole ultime due cifre dell’anno di nascita
9Meseuna lettera, dalla A di gennaio alla T di dicembre
10–11Giorno e sessoil giorno di nascita; per le donne aumentato di 40
12–15Luogocodice catastale del comune italiano o dello Stato estero di nascita (art. 5)
16Controllocarattere alfabetico calcolato sui primi 15 caratteri (art. 7)

Il carattere di controllo non aggiunge informazioni anagrafiche: serve a intercettare gli errori di trascrizione. Si ottiene convertendo ciascuno dei primi quindici caratteri in un valore numerico — con due tabelle distinte per le posizioni di ordine pari e dispari — sommando i valori e prendendo il resto della divisione per 26, infine tradotto in una lettera.

Che cos’è l’omocodia

L’algoritmo non garantisce di per sé l’unicità del codice: due persone con dati anagrafici sufficientemente simili — stesso cognome e nome, stesso sesso, stessa data e stesso comune di nascita — otterrebbero un codice identico. In questi casi si parla di omocodia.

L’art. 6 del D.M. 23 dicembre 1976 risolve la collisione differenziando i soggetti successivi al primo: nell’ambito dei sette caratteri numerici del codice si sostituiscono, a partire da destra, una o più cifre con le lettere corrispondenti secondo questa tabella:

0=L   1=M   2=N   3=P   4=Q   5=R   6=S   7=T   8=U   9=V

Ecco perché capita di vedere codici fiscali con lettere dove ci si aspetterebbe dei numeri: non sono errori, ma varianti di omocodia assegnate dall’Agenzia delle Entrate. Lo strumento qui sopra le riconosce e, in fase di decodifica, ricostruisce il codice base; in fase di verifica della corrispondenza considera valida anche una variante di omocodia.

Comuni soppressi e Stati esteri cessati

Il punto di forza di questo strumento è la copertura dei codici catastali. Oltre ai comuni attualmente esistenti, l’archivio comprende anche i comuni soppressi nel corso del tempo (per fusioni, accorpamenti o cessioni di territorio) e gli Stati esteri cessati, come Iugoslavia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica o Germania Repubblica Democratica.

È una differenza concreta: per decodificare correttamente il codice fiscale di chi è nato, ad esempio, in un comune poi accorpato ad un altro o in uno Stato non più esistente, occorre disporre del codice storico. I dati provengono da fonti ufficiali: l’Archivio Storico dei Comuni di ANPR (concordato con ISTAT) per i comuni, le tabelle di decodifica ANPR/MAECI per gli Stati esteri correnti e gli elenchi dell’Agenzia delle Entrate per gli Stati cessati.

Quanto è attendibile il calcolo

Il codice generato da qualunque algoritmo — questo compreso — è presuntivo: i codici fiscali validi sono attribuiti esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate, che ne assicura l’univocità risolvendo le omonimie tramite l’omocodia. Inoltre, dal codice fiscale non è possibile risalire con certezza al nome e al cognome esatti della persona, perché la codifica delle prime sei lettere è irreversibile: a un’identica sequenza corrispondono molti cognomi e nomi diversi. La verifica di corrispondenza con i dati anagrafici dice quindi se un codice è corretto e compatibile, non a chi appartiene.

Riferimenti normativi

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 — istituzione dell’anagrafe tributaria e del codice fiscale dei contribuenti.
  • D.M. 23 dicembre 1976 (S.O. alla G.U. n. 345 del 29 dicembre 1976) — sistemi di codificazione: struttura dei 16 caratteri (art. 2), codice del comune o Stato estero (art. 5), omocodia (art. 6), carattere di controllo (art. 7).
  • Fonti dei codici catastali — ANPR, Archivio Storico dei Comuni (concordato con ISTAT); tabelle di decodifica ANPR/MAECI per gli Stati esteri; Agenzia delle Entrate per gli Stati esteri cessati.

Domande frequenti

Come si calcola il codice fiscale di una persona fisica?

Il codice fiscale è un’espressione di 16 caratteri formata, secondo il D.M. 23 dicembre 1976, da: tre lettere per il cognome, tre per il nome, due cifre per l’anno, una lettera per il mese, due cifre per il giorno (aumentate di 40 per le donne), quattro caratteri per il codice catastale del comune o dello Stato estero di nascita e una lettera finale di controllo calcolata sui primi quindici caratteri.

Che cos’è l’omocodia e come viene gestita?

L’omocodia si verifica quando due persone otterrebbero lo stesso codice fiscale. L’art. 6 del D.M. 23 dicembre 1976 la risolve sostituendo, a partire da destra, una o più delle sette cifre numeriche con lettere (0=L, 1=M, 2=N, 3=P, 4=Q, 5=R, 6=S, 7=T, 8=U, 9=V) e ricalcolando il carattere di controllo. Lo strumento riconosce queste varianti e ricostruisce il codice base in fase di decodifica.

Dal codice fiscale si può risalire ai dati della persona?

Solo in parte. Dal codice si ricavano con certezza il sesso, la data e il luogo di nascita; il cognome e il nome, invece, non sono ricostruibili, perché le sei lettere iniziali corrispondono a moltissime combinazioni diverse. Per questo la verifica con i dati anagrafici può confermare che un codice è corretto e compatibile, ma non a quale persona appartenga.

Il codice calcolato online è quello ufficiale?

No: il calcolo è presuntivo. I codici fiscali validi sono generati esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate, che ne garantisce l’univocità gestendo i casi di omonimia tramite l’omocodia. Uno strumento di calcolo applica l’algoritmo ai dati inseriti e serve a generare una stima o a verificarne la correttezza formale.

Si può decodificare il codice di chi è nato in un comune soppresso o in uno Stato non più esistente?

Sì. L’archivio dello strumento include i comuni soppressi e gli Stati esteri cessati (come Iugoslavia, Cecoslovacchia o Unione Sovietica), perciò la decodifica restituisce la denominazione storica corretta anche per i codici fiscali più datati, segnalando che il luogo non è più attivo.

Perché in alcuni codici compaiono lettere al posto delle cifre?

È l’effetto dell’omocodia: per distinguere due codici altrimenti identici, l’Agenzia delle Entrate sostituisce una o più cifre con lettere, partendo da destra. Non si tratta di un errore. Inserendo un codice di questo tipo nello strumento, viene riconosciuto come variante e ricondotto al codice base.

I risultati hanno carattere puramente indicativo e non sostituiscono il codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, unico ente competente all’attribuzione. Strumento a cura di legal-blog.it.