🧾 Strumento Professionale
Calcolo Fattura Inversa
Dall'importo totale ricava compenso, C.P.A., IVA e ritenuta d'acconto · Regime ordinario, forfettario e solo compenso
Formula inversa
Ord.
Totale ÷ 1,2688 = Compenso
+Rit.
Netto ÷ 1,0688 = Compenso
Forf.
Totale ÷ 1,04 = Compenso
Solo
Totale − Spese = Compenso
1,2688 = 1 + CPA 4% + IVA 22%1,0688 = 1,2688 − ritenuta 20%
Regime fiscale
Ritenuta d'acconto (20% sul compenso)
art. 25 D.P.R. 600/1973 · solo se il committente è sostituto d'imposta
ℹ️ Formula applicata
Regime ordinario con ritenuta — importo di partenza: totale lordo in fattura.
Divisore:
Divisore:
(1 + 0,04 + 1,04 × 0,22) = 1,2688 → Compenso = (Totale − Spese) ÷ 1,2688
€
Inserisci l'importo complessivo riportato in fattura
€
Contributo unificato, marche, spese postali, ecc.
⚠️ Inserisci un importo valido e maggiore di zero.
📊 Dettaglio voci fattura
Ordinario + Ritenuta
Totale lordo fattura
—
Netto a pagare
—
❓ Domande frequenti
Cos'è la fattura inversa e quando si usa?
La fattura inversa (o calcolo a ritroso) è la tecnica con cui si determina il compenso netto partendo dall'importo totale che il cliente deve corrispondere. È utile quando si vuole concordare preventivamente un importo "tutto compreso" con il cliente e poi scomporlo nelle singole voci della fattura (compenso, C.P.A., IVA, eventuale ritenuta d'acconto). È particolarmente pratica per il professionista che, ricevuto il pagamento, deve emettere la fattura e necessita di conoscere il compenso imponibile.
Come si calcola la C.P.A. (Cassa Previdenza Avvocati)?
La C.P.A. (Contributo Previdenziale e Assistenziale) è pari al 4% del compenso professionale, ai sensi dell'art. 11 della L. 576/1980. Si applica in tutti i regimi fiscali (ordinario e forfettario) e viene addebitata al cliente in fattura. L'IVA, nel regime ordinario, si calcola sulla somma di compenso + C.P.A.:
IVA = (Compenso + CPA) × 22%.
Qual è la formula completa del regime ordinario senza ritenuta?
In regime ordinario (senza ritenuta), la struttura della fattura è:
Compenso = X
C.P.A. 4% = 0,04 × X
IVA 22% su (Compenso + CPA) = 0,22 × 1,04 × X = 0,2288 × X
Totale lordo = X + 0,04X + 0,2288X = 1,2688 × X
L'inversione dà:
Compenso = X
C.P.A. 4% = 0,04 × X
IVA 22% su (Compenso + CPA) = 0,22 × 1,04 × X = 0,2288 × X
Totale lordo = X + 0,04X + 0,2288X = 1,2688 × X
L'inversione dà:
Compenso = (Totale − Spese) ÷ 1,2688
Come cambia il calcolo con la ritenuta d'acconto?
La ritenuta d'acconto (art. 25 D.P.R. 600/1973) è pari al 20% del solo compenso e viene trattenuta dal cliente sostituto d'imposta al momento del pagamento. Non si applica su C.P.A. né su IVA.
Con ritenuta il totale lordo resta invariato (
In termini di divisore:
Il calcolatore consente di partire indifferentemente dal lordo o dal netto a pagare.
Con ritenuta il totale lordo resta invariato (
1,2688 × Compenso + Spese), ma il netto effettivamente incassato è:Netto a pagare = Totale lordo − Ritenuta (20% sul Compenso)In termini di divisore:
Netto = 1,0688 × Compenso + SpeseIl calcolatore consente di partire indifferentemente dal lordo o dal netto a pagare.
Cosa si intende per "spese esenti IVA"?
Le spese esenti IVA (o spese fuori campo IVA) sono i costi anticipati dal professionista per conto del cliente e a questi addebitati in fattura a rimborso: contributo unificato, marche da bollo, diritti di cancelleria, spese di notifica, spese postali documentate, ecc. Queste voci non concorrono alla base imponibile su cui si calcola la C.P.A. e l'IVA, né alla base di calcolo della ritenuta d'acconto. Pertanto vengono sottratte dall'importo totale prima di applicare la formula inversa.
Nel regime forfettario si applica la C.P.A.?
Sì. Anche in regime forfettario il professionista iscritto alla Cassa Forense deve addebitare la C.P.A. al 4% sul compenso. L'IVA invece non si applica, essendo il professionista forfettario escluso dal campo di applicazione del tributo (art. 1, co. 54-89, L. 190/2014). La formula inversa diventa quindi:
Compenso = (Totale − Spese) ÷ 1,04. La ritenuta d'acconto nel regime forfettario non è applicabile.
I valori calcolati sono arrotondati?
Il calcolatore mostra le voci con due cifre decimali (centesimi di euro), senza ulteriori arrotondamenti, per garantire la quadratura esatta del totale. In fattura è tuttavia prassi comune arrotondare al centesimo di euro. Piccole differenze di arrotondamento (± 0,01 €) sono normali e accettate dall'Agenzia delle Entrate e dai sistemi di fatturazione elettronica.