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La citazione e il codice fiscale dell’avvocato


22 Aprile 2010|Art. 163 c.p.c.|Gioacchino Celotti

Il Decreto Legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito, con modificazioni, nella Legge 22 febbraio 2010 n. 24, modificando l'art. 163 c.p.c., ha introdotto l'obbligo di indicare nell'atto di citazione il codice fiscale, oltre che dell'attore e del convenuto, anche "delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono".

La modifica legislativa è stata da molti interpretata come introduttiva dell'obbligo per l'avvocato di indicare il proprio codice fiscale. Per giunta, a pena di nullità (ex art. 164 c.p.c. in relazione all'art. 163, 3° comma, n. 2). In realtà, per persone che rappresentano o assistono le parti in giudizio devono intendersi coloro che agiscono, in virtù di specifiche disposizioni normative, quali rappresentanti sostanziali della parte (si pensi al caso in cui quest'ultima sia soggetto incapace), e, non certo, i difensori.

Vero è che la stessa legge ha modificato anche l'art. 125 c.p.c., prevedendo espressamente l'indicazione del codice fiscale del difensore negli atti ivi elencati (citazione, ricorso, controricorso, precetto). Tuttavia, alcuna nullità è espressamente sancita in ipotesi di omissione.

Gioacchino Celotti

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