Emendamento Pini

palazzo di giustizia milano

L’approvazione alla Camera, con il parere contrario del Governo, dell’emendamento Pini sulla responsabilità civile dei Magistrati ha suscitato polemiche che, di certo, saranno destinate ad acuirsi nei prossimi giorni, rendendo incerto l’esito del passaggio al Senato.

Non interessa qui valutare il merito della modifica normativa, ovvero le ragioni che ne costituiscono il fondamento e la giustificazione, né prendere posizione tra i contrapposti orientamenti che sono emersi dal dibattito, anche presso l’opinione pubblica.

Ciò che appare chiaro, e si vuole per il momento evidenziare, è che, se le intenzioni del proponente erano di ampliare i casi di responsabilità, introducendo inoltre, nel nostro ordinamento, una sorta di azione diretta e personale nei confronti dei singoli Magistrati, esse sono state espresse in termini tanto approssimativi e incerti [oltre che discutibili sul piano del rigore terminologico: può agire (…) contro il soggetto riconosciuto colpevole] da rendere il proposito stesso del tutto inattuabile.

Responsabilità da reato e prescrizione del diritto al risarcimento

Corte di Cassazione

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione - alle quali, per evitare il formarsi di un contrasto con la precedente decisione a sezioni unite (sentenza n. 5121 del 2002), è stata rimessa la questione della durata del termine di prescrizione del risarcimento nell’ipotesi di reato procedibile a querela, non presentata – hanno affermato il seguente principio di diritto:

Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge come reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche se per mancata presentazione della querela, l’eventuale più lunga prescrizione prevista per il reato si applica anche all’azione di risarcimento, a condizione che il giudice civile accerti, incidenter tantum, e con gli strumenti probatori ed i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto-reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi ed oggettivi, e la prescrizione stessa decorre dalla data del fatto“.