Conversione del rapporto a termine e criteri di liquidazione dell’indennità

Corte di Cassazione

In tema di risarcimento del danno per i casi di conversione del contratto di lavoro a tempo determinato, lo “ius superveniens” ex art. 32, commi 5, 6 e 7, della legge n. 183 del 2010 configura una sorta di penale “ex lege” a carico del datore di lavoro che ha apposto il termine nullo; pertanto, l’indennità va liquidata, nei limiti e con i criteri fissati dalla novella, a prescindere dalla costituzione in mora del datore di lavoro e dalla prova di un danno effettivo del lavoratore, trattandosi di indennità “forfetizzata” e “onnicomprensiva” per i danni causati dalla nullità del termine nel “periodo intermedio” (dalla scadenza del termine alla sentenza di conversione).

Il principio, coerente con l’interpretazione che della nuova disciplina ha fornito la Corte costituzionale con la sentenza n. 303 del 2011, è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro,  Presidente F. Roselli – Relatore V. Nobile, con la Sentenza n. 3056 del 29 febbraio 2012.