Decurtazione punti dalla patente, ammissibile impugnazione immediata

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Rimessa dalla 2^ Sezione civile alla Sezioni Unite la questione, ritenuta di particolare importanza, se il verbale di accertamento di un’infrazione al codice della strada, cui consegua la decurtazione dei punti sulla patente, possa dirsi immediatamente impugnabile con riferimento a tale punto, ovvero se tale impugnazione sia inammissibile, in quanto detto verbale contiene non un provvedimento irrogativo di sanziona amministrativa, ma solo un preavviso di quella specifica conseguenza della futura ed eventuale definitività del provvedimento, essendo la decurtazione dei punti dalla patente irrogata ai sensi dell’art. 126-bis del codice della strada, dall’autorità centrale preposta all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, quale atto vincolato all’esito della segnalazione conseguente alla definitività della contestazione relativa all’infrazione che la comporta, la Corte di Cassazione (SS.UU. civili, Presidente P. Vittoria, Relatore S. Petitti, sentenza 13 marzo 2012, n. 3936 ), fatta una esaustiva ricognizione del quadro giurisprudenziale e non condividendo la conclusione sostenuta dall’indirizzo finora maggioritario, si pronuncia per la ammissibilità della impugnazione immediata, stabilendo che:

l’autore di un’infrazione al Codice della Strada, destinatario del preannuncio della prevista sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, di cui va fatta menzione nel verbale di accertamento, può proporre opposizione immediata dinnanzi al giudice di pace per i vizi afferenti a tale sanzione, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

Guida in stato di ebbrezza e tasso alcoolemico

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In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall’art. 186, comma 2, lett. a), b) e c), Codice della Strada, assumono rilievo anche i valori centesimali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sezione Quarta Penale, Presidente A. Morgigni, Relatore F. Marinelli), con la sentenza n. 32055 del 7 luglio 2010 – depositata il 18 agosto 2010 (nella specie, in presenza del rilievo di un tasso alcoolemico pari ad 1,56, la Corte ha, pertanto, ritenuto che ricorresse la fattispecie di cui alla lettera c).

Verbale per guida pericolosa, esclusa la fede privilegiata

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Il verbale di accertamento per guida pericolosa, siccome fondato su una valutazione costituente il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un’attività di elaborazione da parte degli stessi, è privo dell’efficacia probatoria privilegiata prevista dall’art. 2700 cod. civ., con la conseguenza che le sue risultanze sono soggette al prudente apprezzamento del giudice in sede di opposizione, potendo, peraltro, essere contrastate anche con mezzi istruttori ordinari. Il principio è stato affermato dalla Suprema Corte di Cassazione (Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore P. D’Ascola), con la sentenza n. 15108 del 22 giugno 2010.