Ischia, diciamo addio alla sezione distaccata

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Il ripristino, sia pure temporaneo, della già soppressa Sezione Distaccata di Ischia è stato da molti considerato come un successo dell’avvocatura isolana. In realtà, è possibile fare un primo bilancio di questa “conquista di civiltà” ed affermare, senza tema di smentita, che essa ha finito per tramutarsi nella pietra tombale sulla giustizia sull’isola d’Ischia. Il funzionamento del nostro storico presidio giudiziario ha raggiunto livelli di efficienza così bassi (da ultimo, principalmente causati dalla assoluta e paradossale penuria di personale) che è impossibile ricordare un periodo storico peggiore.
E dire che in passato battaglie sono state condotte, anche duramente e al costo di sacrifici personali e professionali, per situazioni critiche ed emergenze serie; mai, però, la Sezione Distaccata aveva vissuto uno stato di pressoché totale paralisi come quello attuale. E, al netto dei soliti proclami e di qualche parola improvvidamente sacrificata sull’altare dell’opportunismo politico, nulla si è fatto e si sta facendo per ostacolare l’ineluttabile percorso verso la fine. C’è il sospetto (che con il passare dei mesi assume sempre più i contorni della cruda verità), che manchi del tutto negli interlocutori ad ogni livello istituzionale, a cominciare da quello che più conta, la volontà di assecondare le legittime istanze dell’avvocatura locale, e che la paralisi attuale sia funzionale all’obiettivo, non ancora apertamente dichiarato, di affossare in via definitiva ogni speranza di sopravvivenza dell’Ufficio.
Un fatto è certo: in simili condizioni, amministrare la Giustizia, svolgere la professione, rivolgervisi come utenti, prestarvi opera come dipendenti è avvilente, degradante, intollerabile.
Se così è, sarà allora il caso di dire per sempre addio alla Sezione Distaccata, per evitare ulteriori umiliazioni.

Indebito arricchimento, non necessaria prova della utilità

corte di cassazione

La regola di carattere generale secondo cui non sono ammessi arricchimenti ingiustificati né spostamenti patrimoniali ingiustificati trova applicazione paritaria nei confronti del soggetto privato come dell’ente pubblico; e poiché il riconoscimento dell’utilità non costituisce requisito dell’azione di indebito arricchimento, il privato attore ex art. 2041 cod. civ. nei confronti della P.A. deve provare – e il giudice deve accertare – il fatto oggettivo dell’arricchimento, senza che l’amministrazione possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso, potendo essa, piuttosto, eccepire e dimostrare che l’arricchimento non fu voluto o non fu consapevole.

Il principio è stato sancito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, a composizione di un contrasto, con la sentenza 26 maggio 2015, n. 10798.

Il deserto della giustizia

deserto

Operai erano intenti ad ultimare il tracciato destinato, almeno nelle intenzioni progettuali, ad ospitare i cavi in fibra ottica che andranno a sostituire quelli telefonici obsoleti, connettendo in modalità ultra veloce la Sezione Distaccata di Ischia al resto del mondo. Mi hanno strappato un sorriso amaro. Martedì scorso nelle cancellerie della provvisoriamente ripristinata Sezione non c’era anima viva. L’unica addetta in servizio è stata avvistata per qualche minuto, poi è svanita nel nulla, inghiottita nel buco nero della mala giustizia. E lì tutti ad aspettare, come fosse l’ultima occasione. La sezione è destinata a svanire anch’essa, con i suoi cancellieri metafisici, le sue stanze deserte, il cimitero di faldoni mai ritrovati, risucchiata da una geografia che tutto cancella. Eppure saremo connessi al mondo, in modalità da capogiro, aggrappàti ad una fibra che trasporta dati e misteri dell’ennesimo non senso all’italiana.

Ischia, timidi segnali di ripresa

160° anniversario dell'apertura del Porto d'Ischia

Sono riprese oggi, dopo la pausa feriale, le attività di udienza presso la Sezione Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. Per chi si fosse perso qualche passaggio, la Sezione era stata dapprima soppressa a decorrere dal 14 settembre 2013 per effetto della entrata in vigore del Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (e il Ministro della Giustizia, con decreto emesso ai sensi dell’art. 8 dello stesso D.lgs., aveva autorizzato l’utilizzo per un anno della struttura della soppressa articolazione territoriale per lo smaltimento dei giudizi civili pendenti); quindi, è stata ripristinata, fino al 31 dicembre 2016, con il D.Lgs. 19.2.2014, n. 14, recante disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155, e 7 settembre 2012, n. 156, tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari. Continua a leggere »

Addebiti su postepay non autorizzati, il Giudice condanna Poste Italiane

postepay

Con la diffusione delle transazioni on line e del correlato uso delle carte di debito o di credito per effettuare i pagamenti si sono moltiplicati i casi di addebiti non autorizzati o fraudolenti, riconducibili a tecniche sempre più sofisticate messe in atto dai moderni truffatori del web.

Nel caso in esame, il titolare di una comune postepay (carta prepagata commercializzata da Poste Italiane S.p.A.) si era trovato addebitato il considerevole importo di 1.800 Euro per presunte operazioni (da lui mai eseguite) sul sito della Snai – Porcari (noto portale di scommesse on line).

Il Giudice di Pace di Ischia, dott. Salvatore Carro, con sentenza n. 1351 del 18 maggio 2014, depositata in cancelleria il 2 luglio 2014, decidendo sulla domanda di restituzione degli importi addebitati, ha ritenuto che incombesse alla convenuta l’onere di provare la “legittimità” delle transazioni annotate in conto e le loro concrete modalità di esecuzione, mentre, in difetto di tale prova, l’assunzione di responsabilità per l’uso della carta da parte di terzi, posta a carico del titolare in forza del contratto sottoscritto, non potesse estendersi al tipo di addebiti in contestazione.

Pertanto, in accoglimento della domanda, ha condannato Poste Italiane S.p.A. a restituire le suddette somme. Continua a leggere »

La Cassazione sui limiti al sequestro di un blog

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Nuova interessante pronuncia della Corte di Cassazione (sezione V penale, sentenza 30 ottobre 2013 – 12 marzo 2014, n. 11895, Presidente Dubolino– Relatore Lignola) in tema di applicabilità al blog della disciplina del sequestro preventivo. Dopo aver richiamato i precedenti arresti giurisprudenziali relativi alla possibilità di sequestro preventivo di un sito web, con i quali era stata più volte affermata la piena compatibilità della misura cautelare con il bene immateriale, non potendo negarsi che ad un sito internet possa attribuirsi una sua “fisicità”, ovvero una dimensione materiale e concreta, i Giudici del Supremo Collegio sottolineano la particolarità del caso in cui il sito sottoposto a sequestro contenga un blog Continua a leggere »

Assemblea dell’Associazione Forense Isola d’Ischia

associazione forense ischia

Alle ore 11,00 in prima convocazione ed ore 12,00 in seconda convocazione, è convocata in Ischia alla Via M. Mazzella, presso il Palazzo di Giustizia, per il giorno 19 ottobre 2012, l’assemblea straordinaria dell’Associazione Forense Isola d’Ischia, aperta a tutti gli Avvocati e Praticanti Avvocati del Foro di Ischia, con il seguente ordine del giorno: Continua a leggere »

La Sezione Distaccata di Ischia verso la soppressione

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l’insularità sarà certamente uno dei criteri da valutare come eccezione all’applicazione dei criteri generali: Lipari, Pantelleria, l’Isola d’Elba, l’isola d’Ischia sono tutti posti dotati di insularità e di grandi difficoltà di collegamento su cui si dovrà fare un lavoro particolare di approfondimento.

Così si esprimeva il dottor Luigi Birritteri, capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, il 1° febbraio 2012, nel corso di una audizione in Commissione Giustizia alla Camera. Quel lavoro di approfondimento deve avere portato nella direzione opposta a quella che il criterio della insularità suggeriva ragionevolmente di percorrere, se sono fondate le voci di questi giorni (confermate peraltro dallo stesso Birritteri), che vogliono la sezione distaccata di Ischia destinata alla soppressione. Sarà interessante conoscere i ragionamenti utilizzati per arrivare a questa decisione, che si percepisce subito come ottusa e contraddittoria.

Genitore naturale e illecito endofamiliare

Corte di Cassazione

La violazione del complesso dei doveri facenti capo al genitore naturale, cui corrispondono diritti inviolabili e primari della persona del destinatario costituzionalmente garantiti (art. 2 e 30 Cost.), comporta la sussistenza di un illecito civile, trovando l’illecito endofamiliare sanzione non soltanto nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma anche nell’obbligo di risarcimento dei danni non patrimoniali, sancito dall’art. 2059 cod. civ.
In particolare, il disinteresse dimostrato verso il figlio dal genitore naturale, manifestatosi per lunghi anni e connotato, quindi, dalla violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, determina un vulnus dalle conseguenze rimarchevoli ed ineliminabili a quei diritti che, scaturendo dal rapporto di filiazione, trovano tutela nella Carta costituzionale e nelle norme di natura internazionale recepite nel nostro ordinamento.
Né la pronuncia di riconoscimento della paternità naturale o la proposizione della relativa domanda costituiscono presupposti della responsabilità aquiliana scaturente dalla violazione dei doveri inerenti al rapporto di filiazione, in quanto l’obbligo del genitore naturale di concorrere nel mantenimento del figlio sorge con la nascita del medesimo.

Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione (Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore P. Campanile), con la sentenza n. 5652 del 10 aprile 2012.