Ischia, timidi segnali di ripresa

160° anniversario dell'apertura del Porto d'Ischia

Sono riprese oggi, dopo la pausa feriale, le attività di udienza presso la Sezione Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. Per chi si fosse perso qualche passaggio, la Sezione era stata dapprima soppressa a decorrere dal 14 settembre 2013 per effetto della entrata in vigore del Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (e il Ministro della Giustizia, con decreto emesso ai sensi dell’art. 8 dello stesso D.lgs., aveva autorizzato l’utilizzo per un anno della struttura della soppressa articolazione territoriale per lo smaltimento dei giudizi civili pendenti); quindi, è stata ripristinata, fino al 31 dicembre 2016, con il D.Lgs. 19.2.2014, n. 14, recante disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155, e 7 settembre 2012, n. 156, tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari. Continua a leggere »

Addebiti su postepay non autorizzati, il Giudice condanna Poste Italiane

postepay

Con la diffusione delle transazioni on line e del correlato uso delle carte di debito o di credito per effettuare i pagamenti si sono moltiplicati i casi di addebiti non autorizzati o fraudolenti, riconducibili a tecniche sempre più sofisticate messe in atto dai moderni truffatori del web.

Nel caso in esame, il titolare di una comune postepay (carta prepagata commercializzata da Poste Italiane S.p.A.) si era trovato addebitato il considerevole importo di 1.800 Euro per presunte operazioni (da lui mai eseguite) sul sito della Snai – Porcari (noto portale di scommesse on line).

Il Giudice di Pace di Ischia, dott. Salvatore Carro, con sentenza n. 1351 del 18 maggio 2014, depositata in cancelleria il 2 luglio 2014, decidendo sulla domanda di restituzione degli importi addebitati, ha ritenuto che incombesse alla convenuta l’onere di provare la “legittimità” delle transazioni annotate in conto e le loro concrete modalità di esecuzione, mentre, in difetto di tale prova, l’assunzione di responsabilità per l’uso della carta da parte di terzi, posta a carico del titolare in forza del contratto sottoscritto, non potesse estendersi al tipo di addebiti in contestazione.

Pertanto, in accoglimento della domanda, ha condannato Poste Italiane S.p.A. a restituire le suddette somme. Continua a leggere »

La Cassazione sui limiti al sequestro di un blog

blog

Nuova interessante pronuncia della Corte di Cassazione (sezione V penale, sentenza 30 ottobre 2013 – 12 marzo 2014, n. 11895, Presidente Dubolino– Relatore Lignola) in tema di applicabilità al blog della disciplina del sequestro preventivo. Dopo aver richiamato i precedenti arresti giurisprudenziali relativi alla possibilità di sequestro preventivo di un sito web, con i quali era stata più volte affermata la piena compatibilità della misura cautelare con il bene immateriale, non potendo negarsi che ad un sito internet possa attribuirsi una sua “fisicità”, ovvero una dimensione materiale e concreta, i Giudici del Supremo Collegio sottolineano la particolarità del caso in cui il sito sottoposto a sequestro contenga un blog Continua a leggere »

Assemblea dell’Associazione Forense Isola d’Ischia

associazione forense ischia

Alle ore 11,00 in prima convocazione ed ore 12,00 in seconda convocazione, è convocata in Ischia alla Via M. Mazzella, presso il Palazzo di Giustizia, per il giorno 19 ottobre 2012, l’assemblea straordinaria dell’Associazione Forense Isola d’Ischia, aperta a tutti gli Avvocati e Praticanti Avvocati del Foro di Ischia, con il seguente ordine del giorno: Continua a leggere »

La Sezione Distaccata di Ischia verso la soppressione

faldoni

l’insularità sarà certamente uno dei criteri da valutare come eccezione all’applicazione dei criteri generali: Lipari, Pantelleria, l’Isola d’Elba, l’isola d’Ischia sono tutti posti dotati di insularità e di grandi difficoltà di collegamento su cui si dovrà fare un lavoro particolare di approfondimento.

Così si esprimeva il dottor Luigi Birritteri, capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, il 1° febbraio 2012, nel corso di una audizione in Commissione Giustizia alla Camera. Quel lavoro di approfondimento deve avere portato nella direzione opposta a quella che il criterio della insularità suggeriva ragionevolmente di percorrere, se sono fondate le voci di questi giorni (confermate peraltro dallo stesso Birritteri), che vogliono la sezione distaccata di Ischia destinata alla soppressione. Sarà interessante conoscere i ragionamenti utilizzati per arrivare a questa decisione, che si percepisce subito come ottusa e contraddittoria.

Genitore naturale e illecito endofamiliare

Corte di Cassazione

La violazione del complesso dei doveri facenti capo al genitore naturale, cui corrispondono diritti inviolabili e primari della persona del destinatario costituzionalmente garantiti (art. 2 e 30 Cost.), comporta la sussistenza di un illecito civile, trovando l’illecito endofamiliare sanzione non soltanto nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma anche nell’obbligo di risarcimento dei danni non patrimoniali, sancito dall’art. 2059 cod. civ.
In particolare, il disinteresse dimostrato verso il figlio dal genitore naturale, manifestatosi per lunghi anni e connotato, quindi, dalla violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, determina un vulnus dalle conseguenze rimarchevoli ed ineliminabili a quei diritti che, scaturendo dal rapporto di filiazione, trovano tutela nella Carta costituzionale e nelle norme di natura internazionale recepite nel nostro ordinamento.
Né la pronuncia di riconoscimento della paternità naturale o la proposizione della relativa domanda costituiscono presupposti della responsabilità aquiliana scaturente dalla violazione dei doveri inerenti al rapporto di filiazione, in quanto l’obbligo del genitore naturale di concorrere nel mantenimento del figlio sorge con la nascita del medesimo.

Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione (Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore P. Campanile), con la sentenza n. 5652 del 10 aprile 2012.

Reingresso dell’espulso, non è reato se avviene oltre i cinque anni

parlamento_europeo

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12220 del 13 marzo 2012 – depositata il 2 aprile 2012 (Sezione Prima Penale, Presidente P. Baldovagni, Relatore U. Zampetti), facendo applicazione della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha acquisito diretta efficacia nell’ordinamento nazionale a partire dal 25 dicembre 2010 per mancato adeguamento, ha ritenuto, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia del 28 aprile 2011, El Dridi, che non sia più previsto come reato il reingresso nel territorio dello Stato del soggetto già espulso e che abbia a verificarsi oltre il termine di cinque anni dall’avvenuta espulsione, perché la norma incriminatrice di cui all’art. 13, comma 13, d.lgs. n. 286 del 1998 è in contrasto, nella parte in cui fissa in dieci anni la durata del divieto, con l’art. 11, par. 2, della citata direttiva, secondo cui la durata del divieto non può superare i cinque anni.

Conversione del rapporto a termine e criteri di liquidazione dell’indennità

Corte di Cassazione

In tema di risarcimento del danno per i casi di conversione del contratto di lavoro a tempo determinato, lo “ius superveniens” ex art. 32, commi 5, 6 e 7, della legge n. 183 del 2010 configura una sorta di penale “ex lege” a carico del datore di lavoro che ha apposto il termine nullo; pertanto, l’indennità va liquidata, nei limiti e con i criteri fissati dalla novella, a prescindere dalla costituzione in mora del datore di lavoro e dalla prova di un danno effettivo del lavoratore, trattandosi di indennità “forfetizzata” e “onnicomprensiva” per i danni causati dalla nullità del termine nel “periodo intermedio” (dalla scadenza del termine alla sentenza di conversione).

Il principio, coerente con l’interpretazione che della nuova disciplina ha fornito la Corte costituzionale con la sentenza n. 303 del 2011, è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro,  Presidente F. Roselli – Relatore V. Nobile, con la Sentenza n. 3056 del 29 febbraio 2012.

Roma, manifestazione del 15 marzo: gli avvocati di Ischia ci sono

pontile aragonese

Si preannuncia nutrita la presenza degli avvocati isolani alla manifestazione del 15 marzo a Roma. Il Foro di Ischia si sta distinguendo per la sua partecipazione attiva e convinta alle iniziative di protesta contro quella che è stata definita la rottamazione della Giustizia. Alle condivisibili ragioni del dissenso nei confronti delle scelte di questo Governo tecnico già espresse dai vertici dell’avvocatura napoletana, si aggiungono i fondati timori di vedere soppresso un presidio giudiziario fondamentale per l’intera comunità isolana. Ancora una volta, è l’Associazione Forense Isola d’Ischia a suonare la carica, per bocca del suo battagliero Segretario:

Ebbene, per usare le parole del nostro Presidente Avv. Francesco Caia, il 15.3.2012 il Paese dovrà vederci e lo stesso ministro, affacciandosi alle finestre del Palazzo di Via Arenula, vedrà un esercito di Avvocati in Toga schierato in difesa della libertà e della democrazia. Noi ci saremo.